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"El Consejo Nacional de Iglesias de la India reclama igualdad de derechos para los cristianos intocables- Y para los musulmanes"

Los "intocables" no pueden recibir sacramentos debido al cierre de sus parroquias

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Los "parias" de la India, abandonados por su Iglesia

Han creado una diócesis propia para poder celebrar misa y funerales cristianos

John Buckthese ocd, 15 de octubre de 2014 a las 08:24
De los católicos del estado Tamil Nadu, un 60% son parias o intocables. En la India, de 158 obispos, sólo 6 pertenecen a este grupo social
Un sacerdote dalit dando misa en la diócesis de Ramanadapuram/>

Un sacerdote dalit dando misa en la diócesis de Ramanadapuram

  • Un sacerdote dalit dando misa en la diócesis de Ramanadapuram

(John Buckthese ocd)- La diócesis de Sivagangai, en el estado indio de Tamil Nadu, se encuentra constantemente en la mira de la prensa del país. ¿La razón? La discriminación que el obispo de la diócesis y su gente, todos pertenecientes a una de las castas más poderosas de la India, ejercen contra los dalits (o "intocables").

Los llamados "parias" o intocables no han sido admitidos por la diócesis como candidatos para ningún ministerio eclesial desde hace 35 años, además de sufrir descalificaciones y desprecio cuando entran en el seminario. Hace tres años un seminarista llamado Michal Raj, quien estaba estudiando su último año de Teología, fue expulsado por el rector, familiar del obispo de Sivagangai. Los dalits fueron al obispado para dialogar sobre este asunto, pero el obispo llamó a la policía y denunció a los que habían acudido en defensa del seminarista.

Actualmente todas las parroquias donde viven los dalits (que representan el 45% de la población de la diócesis) están cerradas, lo que quiere decir que los dalits no pueden recibir sacramentos, no pueden ser bautizados ni celebrar funerales cristianos. "La gente está sufriendo mucho sin sacramentos", ha denunciado el reverendo Joseph Arockiasamy en una carta dirigida al cardenal Filoni, prefecto de la Congregación para la Evangelización de los Pueblos.

 

 

Los intocables también se han dirigido al cardenal Peter Turkson, presidente del Pontificio Consejo para la Justicia y la Paz, al cardenal Marc Ouellet, Prefecto de la Congregación de Obispos, al cardenal Pietro Parolin, Secretario de Estado Vaticano, al arzobispo de Bombay, al Nuncio Apostólico en la India y hasta al Papa Francisco, para denunciar la situación de marginación que viven debido al cierre de todas sus parroquias.

No obstante, tanto los líderes como los fieles dalits han decidido seguir siendo fieles a la fe cristiana. Ellos mismos celebran y organizan la liturgia sin el sacramento de la eucaristía, mientras tratan de encontrar medidas para resolver el problema. Pero las autoridades de la Iglesia y los poderosos miembros de la casta alta reprimen a menudo su inciativa por medio de la fuerza policial.

Recientemente la comunidad de intocables ha creado una diócesis propia con el nombre ‘Ramanadapuram Dalit Diócesis', en el santuario de Oriyur, donde los sacerdotes dalit pueden celebrar misa. Es el único santuario que posee la diócesis, por lo que el Gobierno ha prohibido la entrada al tempo al obispo y a los sacerdotes de casta alta, con el objetivo de preservar el orden social.

El estado Tamil Nadu es el segundo en población católica de la India. De los católicos, un 60% son parias o intocables.

De las 19 diócesis del estado, sólo dos obispos son dalits, mientras que en la India, de 158 obispos, sólo 6 pertenecen a este grupo social despreciado.

 


Texto original (en italiano) de una de las cartas remitidas al cardenal Filoni:

Sua Eminenza Cardinale Filoni,

Saluti nel nome di Gesù Cristo, Nostro Signore!

Sono don Joseph Arockiasamy, prete cattolico proveniente dall'india, precisamente dallo stato del Tamilnadu. Sono nativo della diocesi di Sivagangai e attualmente appartengo alla diocesi Ligure di Albenga - Imperia ( Italia).

Nonostante mi sia stata data la possibilità il 10 marzo 2014 di venire presso la Propaganda Fide a Roma per far visionare tutta la documentazione e per spiegare la tragica, scandalosa, ingiusta e drammatica situazione nella diocesi di Sivagangai in India, ancora una volta mi trovo a scriverle, poiché nulla è stato fatto.

È una vergogna per la Chiesa Universale e specialmente per la Chiesa Cattolica Indiana, che una così grande parte della popolazione dalit cattolici sia stata abbandonata, discriminata ed eliminata dal Vescovo e dalla diocesi.

Ormai sono trascorsi più di 3 anni: 15 parrocchie chiuse, centinaia di villaggi dalit e circa 80000 ( ottanta mila) cattolici dalit non hanno alcuna possibilità di partecipare alla S. Messa e non possono ricevere alcun Sacramento poiché tutte le parrocchie sono state chiuse e quindi non c'è nessun servizio e nessuna attività pastorale. Mi sorge spontaneo fare un paragone tra il vescovo della diocesi di Sivagangai che lascia migliaia e migliaia di fedeli senza la S. Messa e il vescovo della mia diocesi di Ligure di Albenga - Imperia che non abbandona neanche 5 fedeli nei paesini dimenticati.

Poiché non c'è alcuna forza abbia potere, autorità ed influenza di portare la voce di dalit in Vaticano i poveri dalit credenti sono completamente abbandonati da tutti.
Io stesso sono andato nel mese di Giugno 2014 insieme ad altri sacerdoti e alcuni capi per incontrare il Presidente del Conferenza Episcopale Indiana (CBCI); ci è stato detto che avrebbe provveduto a parlare con il vescovo di Sivagangai per cercare di risolvere il problema. Anche in passato, la gente ha incontrato il Presidente della Conferenza Episcopale Indiana, Sua Eminenza Oswald Gracious.

Io stesso molte volte ho scritto Nunzio Apostolico in India ma fino ad oggi non c'è stata alcuna reazione da parte del vescovo della diocesi di Sivagangai per riaprire le parrocchie e per sistemare la questione nella diocesi.

Gli induisti e musulmani del territorio deridono la chiesa cattolica che predica i valori di Uguaglianza, fraternità, pace, amore, libertà, perdono e poi non sanno applicargli verso i fratelli più deboli dalit cristiani.

Tutto questo è una vergogna e un enorme scandalo per la Chiesa Cattolica in India. Le parrocchie dalit stanno funzionando come una diocesi parallela con 15 parrocchie dalit senza preti e senza vescovo.

È, inoltre, una vergogna che la gerarchia partendo dai rappresentanti della diocesi indiana sivagangai fino ai rappresentanti in Vaticano non si occupino per niente di questo grave problema. I dalit cattolici sono come pecore senza pastore da anni.
Chi ha intenzione di occuparsi di questo scottante problema? Io stesso come sacerdote cattolico mi vergogno del comportamento della autorità della chiesa cattolica. Mi trovo ogni giorno a dover predicare i valori del Vangelo e sui quali si fonda la Chiesa Cattolica. Ogni giorno mi chiedo se siano solo parole senza alcun significato. In particolare mi chiedo dove la chiesa cattolica che sempre professa di essere sostenitrice dei più deboli e degli ultimi.

Ancora una volta con tanta umiltà chiedo di intervenire il più presto possibile in quanto Lei responsabile di questa nazione la cui la maggioranza è composta dai poveri dalit ormai forse anche dimenticati da Dio.

Resto in attesa di un Suo immediato intervento e chiedo la sua benedizione!

Pontedassio, Ottobre 2014 In Gesù Cristo

Rev. Sac. Arockiasamy Joseph

 



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